L’incontro con Edith Bruck

Un anno fa sono stata chiamata dal Presidente del Gremio dei Sardi di Roma per presentare il libro “Il pane perduto” di Edith Bruck, in occasione della Giornata della Memoria 2021. Ho aderito immediatamente con entusiasmo: come farsi sfuggire l’occasione di conoscere una donna di tale personalità e valore? Con Edith è nata immediatamente una reciproca simpatia, complici anche la commozione dei suoi racconti e la profondità del suo sguardo. Quest’anno, con mia grande sorpresa, è stata lei a richiedere la mia presenza per la presentazione di “Tempi”, un bellissimo volume di poesie. Ci siamo incontrate per la seconda volta. Mi è venuta incontro con un grande sorriso, più degli occhi che delle labbra nascoste dalla mascherina, mi ha abbracciata e detto che era felice che leggessi le sue pagine ancora una volta. Da quella serata è nata un’amicizia preziosa che spero accompagni ancora a lungo il mio cammino. Edith (“Il nome di tua mamma, Edina, somiglia tanto al mio…”) mi ha confidato che la sua più grande paura è che, una volta che lei e gli altri testimoni oculari della Shoah non ci saranno più, la storia della loro deportazione venga dimenticata. No, Edith, te lo giuro, ne saremo testimoni noi che siamo contrari a ogni rigurgito di nazifascismo e intolleranza, vero, amici?

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